La mediazione obbligatoria, nata per alleggerire il carico giudiziale  è un’attività che ha nella sua natura la volontà di permettere un accordo delle parti in presenza di un terzo imparziale (il mediatore) in modo che possano essere tutelati i bisogni di ciascuna parte.Il mediatore è nominato all’interno degli organismi di mediazione che siano iscritti nel registro tenuto presso il Ministero della Giustizia.  Alla mediazione partecipano le parti con l’assistenza dei rispettivi difensori. Il procedimento, secondo quanto prevede la legge ha una durata massima di tre mesi.

La tecnologia si evolve in maniera repentina cambiando l’assetto non solo della vita personale ma anche a livello sociale, filosofico ed economico.  In questo contesto così dinamico anche le figure giuridiche da sempre a baluardo della difesa del diritto, dell’equità e della giustizia dovranno mettersi completamente in gioco.

Si chiude un 2018 carico di novità per il mondo Notarile che in linea con le strategie dell’attuale governo proseguirà nel 2019 all’insegna della Semplificazione e dell’Innovazione tecnologica. Giancarlo Giorgetti, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, interviene al 53° Congresso Nazionale del Notariato di Roma esprimendo la sua opinione anche sulla questione tecnologica. “Le nuove tecnologie richiedono nuove normative in materie impensabili fino a pochi anni fa, basti pensare alle conseguenze giuridiche delle azioni dei robot e alla relativa responsabilità, alla personalità giuridica dei robot, alla registrazione di droni e auto senza conducente in appositi registri”.

Bit Sistemi è sempre in prima linea per quanto riguarda la formazione e l’informazione. I processi di miglioramento dei propri servizi e di cura della clientela non possono prescidere da questa volontà ferrea di garantire processi di conoscenza utili praticamente all’esercizio della professione notarile. È per questo che nel mese di ottobre Bit Sistemi si è fatta promotrice di importanti eventi.

Il 20 febbraio del 2015 viene presentato un disegno di legge sulla concorrenza che in alcuni articoli eliminava la funzione fondamentale del notaio per operazioni essenziali. Una doccia fredda che il mondo Notarile ha saputo trasformare in un’opportunità per dare risalto a tutta la categoria professionale.

Fare Testamento Solidale significa “lasciare i propri beni, o anche solo una parte, ad uno o più enti benefici”. È possibile lasciare in eredità “una somma di denaro, azioni, titoli di investimento, un bene mobile come un’opera d’arte, un gioiello o anche un arredo, un bene immobile, come un appartamento, la polizza vita indicando la/le onlus scelta come beneficiaria/e.” (Consiglio Nazionale del Notariato). Per effettuare un dono nel testamento non è necessario avere a disposizione grandi cifre, non esiste, infatti, un tetto minimo di donazione. È sufficiente inserire un lascito nelle ultime volontà in maniera consapevole e sicura “ovviando al problema e al rischio che lo strumento del testamento biologico si riduca a una firma frettolosamente apposta dal cittadino in calce a un modulo scaricato sul web” (Abbate).

È recente la presentazione di uno Studio (di Angelo Turco) approvato il 19/04/2018  presente sul sito del Consiglio Nazionale del Notariato. Lo Studio in questione chiarisce alcuni aspetti importanti e rilevanti in una materia di non semplice interpretazione quale la conformità catastale. L’approfondimento è necessario in quanto le conseguenze legate a una dichiarazione falsa sono importanti e possono comportare anche la nullità dell’atto. La disciplina voluta dal Legislatore ha infatti il suo scopo fondamentale, secondo i commentatori del testo, di fare emergere fenomeni di elusione o evasione fiscale nel settore degli immobili collegati ad un mancato aggiornamento dei dati oggettivi.

La Notarchain si propone come soluzione ottimale per tutti quegli ambiti in cui è necessaria una maggiore certificazione e sicurezza, come disegni, opere d’arte, beni mobili in genere. La collaborazione con la SIAE permetterà inoltre il deposito e archiviazione dei codici sorgente. “Sarà possibile, dunque, depositare presso un qualsiasi notaio italiano il codice sorgente di un nuovo programma ottenendo in tempo reale l’inserimento di tale file in un registro condiviso con Siae che ne permette l’immediata attribuzione di una marca una marca temporale e quindi la certezza che nessuno possa in futuro contestarne la paternità.”