Il 20 febbraio del 2015 viene presentato un disegno di legge sulla concorrenza, che in alcuni articoli eliminava la funzione fondamentale del notaio per operazioni essenziali. Attualmente è in vigore la legge 4 agosto 2017, n. 124,  approvata dopo vari passaggi tra Camera e Senato. Una doccia fredda che il mondo Notarile ha saputo nel tempo trasformare in un’opportunità per dare risalto a tutta la categoria professionale.

“Il Notariato è riuscito, attraverso un’analisi approfondita della situazione, a definire messaggi chiave da diffondere all’interno e all’esterno della sua organizzazione, a mettere in campo attività mirate a migliorare le relazioni con la stampa e a coinvolgere gli stakeholder più rilevanti così da generare un clima positivo attorno alla categoria.” (Gianluca Comin, docente di Strategie di Comunicazione e Tecniche pubblicitarie, LUISS “Guido Carli” e fondatore di Comin & Partners.)

Il processo però è assolutamente da monitorare, in quanto ogni singolo Notaio deve necessariamente confrontarsi con i processi di modernizzazione della società in cui esplica la sua funzione. Non è più sufficiente curare la propria immagine affidandosi alla reputazione costruita nel tempo, diventa indispensabile imparare a raccontarsi e a farlo con una clientela che respira il digitale sin dal suo primo approccio alla vita.

Facendo riferimento ai dati raccolti da Hootsuite attualmente su 59,33 milioni di popolazione totale, quasi 43 milioni utilizza internet abitualmente, 34 milioni sono attivi sui social media, 49 milioni sono utenti mobile. Il tempo che si passa su Internet da qualsiasi dispositivo è stimato a 6 ore circa, quasi 2 ore sui social media, mentre 3 ore è il tempo medio di visione televisiva (spesso in streaming). Circa 12 ore al giorno della vita vengono mediamente gestite in attività online. Non vi è dubbio che anche il Notaio non potrà essere scevro dall’evoluzione digitale che permea ormai tutto il tessuto sociale.

Vanno a tal proposito intraprese con continuità attività di reputation management e di costruzione di una narrazione positiva di ciò che si fa, con quali competenze, con quale formazione, e soprattutto con quale funzione sociale.

Per poter raggiungere democraticamente una fascia di utenti abituati ad una comunicazione empatica, veloce ed immaginifica, il Notaio dovrà essere in grado di “comunicare vicinanza ed empatia – in una parola: fiducia – è necessario rendere il notaio una figura cardine della comunità (il quartiere, la piccola città, il borgo) in cui è inserito. Il lavoro della comunicazione e del posizionamento strategico consiste proprio nel fare in modo che il comune cittadino, davanti alla parola “notaio”, incorra in una associazione immediata con qualcosa di positivo, che gli dia fiducia. Nell’Italia dei Comuni e delle professioni, il notaio ha molto da dire e da raccontare sui servizi che offre ogni giorno alla propria clientela e, più in generale, alla società. L’importante è farlo bene, con costanza, concretezza e credibilità.” (Gianluca Comin, docente di Strategie di Comunicazione e Tecniche pubblicitarie, LUISS “Guido Carli” e fondatore di Comin & Partners.)

Proprio per questo sempre più Notai scelgono di farsi seguire da specialisti del settore in un campo in cui la qualità della comunicazione non può assolutamente essere abbandonata al caso a meno che non si voglia correre il rischio di perdere in reputazione e di diventare gradualmente invisibili ad una fetta di popolazione che ricerca qualsiasi servizio, prodotto, consulenza  attraverso il mondo digitale.

Imparare a raccontare e a raccontarsi diventa quindi un’ urgenza professionale strategica che si affianca alla responsabilità di garantire servizi di eccellenza ai cittadini che per il momento associano al Notaio valori importantissimi legati alla sicurezza, alla certezza, alla tutela, alla garanzia delle parti, alla legalità.

(fonti: Federnotizie, FiveUp Digital Agency, Hootsuite)